Merito, determinazione e passione per affrontare la vita e decidere il proprio percorso

08 marzo 2023
PERSONE

Karolina Joanna De Falco – Direzione Procurement, Supply Chain & Digital Services – Acquisti per Basi Militari

Appena 27 anni e già un bagaglio di esperienze che prende forma e inizia ad arricchirsi: Karolina fa parte di quel 51% di donne entrate in Leonardo Global Solutions nel 2022. Una laurea in Economia e una passione per la negoziazione che mette in pratica come buyer.
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, quattro interviste per raccontare alcune delle donne che lavorano nella nostra azienda, del loro percorso, di cosa significhi per loro questa Giornata Internazionale, dell’equilibrio tra vita privata e professionale, di stereotipi da abbattere e di conquiste.

Qual è stato il tuo percorso di studi e quali pensi siano state le competenze acquisite durante quegli anni che ancora oggi porti con te?

Ho conseguito la Laurea Triennale in Economia Aziendale presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, e ho proseguito i miei studi a Milano, specializzandomi in Management presso Università Cattolica del Sacro Cuore. Dei miei anni universitari c’è un episodio che ricordo con molto piacere, che è stato il primo momento di difficoltà e, allo stesso tempo, di soddisfazione dell’intero percorso di studi: l’esame di Diritto Privato, il mio primo esame e la mia unica bocciatura. Nel corso della prima sessione fui bocciata da un’assistente, e come me molti dei miei colleghi che decisero poi di cambiare Facoltà a causa di questo grosso scoglio. Dopo due settimane, decisi di tentare nuovamente l’esame con il Professore, che mi riferì testuali parole, “l’anno prossimo andrò in pensione e questo è l’unico 30 e lode che ho dato nella mia carriera”. Appresi così una grande lezione, che faccio mia ancora oggi, la vita è per il 10% ciò che ti accade e per il restante 90% come reagisci.
Penso che, per quanto i libri letti e studiati durante il percorso universitario siano importanti, l’Università debba essere considerata soprattutto come una palestra dove allenare le proprie competenze. Indubbiamente, ciò che mi porto dietro a distanza di anni è la capacità di lavorare in team, di gestione del tempo e un bel po’ di spirito di sacrificio.

 

  

 

Qual è stato il tuo percorso professionale fino a oggi? Fra le tue attività quotidiane lavorative ce n’è una di cui ti senti più orgogliosa?

Di pari passo con gli studi si è avviata anche la mia carriera professionale, infatti, durante l’ultimo anno di università ho svolto due stage. Subito dopo la Laurea sono stata assunta come buyer per diverse aziende importanti, dove ho lavorato per diversi anni, prima di essere felicemente accolta nella grande famiglia di Leonardo Global Solutions (LGS). Attualmente ricopro il ruolo di Buyer e mi occupo di acquisti Construction su basi militari e siti esterni, in Italia e all’Estero. Sostanzialmente la mia figura gestisce l’intero processo di acquisto: dalla stesura della documentazione di gara alla raccolta delle offerte, dall’analisi economica delle quotazioni ricevute all’eventuale negoziazione, dall’emissione degli ordini d’acquisto alla stesura del contratto con il supporto dell’Ufficio Legale.
Fra tutte le attività quotidiane quella di cui vado più orgogliosa è sicuramente la fase di negoziazione: riuscire a far risparmiare i clienti interni mi dà l’idea di contribuire a creare beneficio per tutta l’azienda. Ricordo con piacere la prima volta in cui ho avuto la possibilità di negoziare con un fornitore in lingua polacca, mia lingua madre insieme all’italiano. È stato molto divertente vedere la sua reazione di sorpresa!

Quali sono le competenze più richieste nella tua professione?

​​​Sono diverse le competenze richieste nella mia professione, per quanto riguarda le hard skills, è sicuramente fondamentale conoscere la lingua inglese e avere dimestichezza con i numeri.  Tuttavia, ciò che fa realmente la differenza, secondo me, sono le soft skills, tra cui: pianificazione, capacità di gestione dello stress e delle emergenze, problem solving, conflict management e comunicazione efficace.

Cosa pensi sia importante affinché possa esistere un bilanciamento fra la vita professionale e quella privata?

Per poter raggiungere il work-life balance penso sia necessario, da un lato, il supporto della propria azienda, e dall’altro il massimo impegno del dipendente. In primo luogo, l’introduzione dello smart working la trovo un’ottima iniziativa, che permette di conciliare meglio i propri impegni risparmiando le ore di viaggio da/per l’ufficio. In secondo luogo, bisognerebbe imparare a dedicare del tempo a sé stessi, ai propri affetti e alle proprie passioni, ne beneficerebbe sicuramente la qualità della vita e allo stesso modo l’efficienza sul lavoro. Purtroppo, ci sono aziende in cui un bilanciamento tra vita professionale e privata sembra tutt’oggi un’utopia, da questo punto di vista io mi sento sinceramente fortunata.

Cosa significa per te la Giornata Internazionale della Donna?

Per me l’8 marzo è una giornata dedicata alla riflessione e al ricordo di quanto le donne abbiano dovuto prima subire e poi lottare per vedere riconosciuti i propri diritti. Dev’essere anche un momento per guardare con attenzione alle conquiste ottenute e soprattutto a quanto ancora debba essere fatto per raggiungere pienamente l’uguaglianza di genere. Esistono troppi stereotipi contro i quali, ogni giorno, ci troviamo a fare i conti e trovo agghiacciante che le vittime di stupro o femminicidio vengano spesso accusate di esserne la causa. È davvero vergognoso leggere o ascoltare su social, tv e giornali, frasi come “se l’è cercata, guarda com’era vestita”.
Sia in ambito universitario sia in quello lavorativo ho notato spesso che, a parità di titolo di studio e/o mansione, i colleghi uomini venissero chiamati “Dottore” e noi donne “Signorina”. Non che la cosa mi turbi particolarmente, forse perché purtroppo al giorno d’oggi ci siamo abituate, ma è bene ricordarsi che in quel momento il nostro interlocutore ci sminuisce. La sfida più grande, in ambito professionale, per una donna è vedere riconosciuti i risultati raggiunti ed essere valutata, esattamente come accade per gli uomini, per il proprio operato anziché per il proprio aspetto fisico.
Non possono esserci più ripartizioni di compiti nell'istruzione, nel lavoro, nella società e nell'ambiente domestico. Non si potrà parlare realmente di parità di genere fino a quando si guarderà con diffidenza una donna meccanico o un uomo ballerino, o fino a quando si darà per scontato che la donna debba occuparsi delle faccende domestiche e che l’uomo debba mantenere la famiglia.

C’è una persona che ti ha ispirata in passato o che ancora oggi ti ispira?

Per fortuna sono molte le figure femminili che hanno lasciato un segno indelebile nella storia. Se dovessi sceglierne una sola, mi piacerebbe ricordare Lidia Poët. Dopo la Laurea in Giurisprudenza e la pratica legale, chiese e ottenne l’iscrizione all’albo degli avvocati, da cui venne tuttavia ingiustamente radiata dopo poco in quanto donna. Dedicò tutta la sua vita a battersi per i diritti delle donne e a esercitare la pratica forense solo di fatto, presso lo studio di suo fratello. Solo nel 1920, all’età di 65 anni e dopo anni di battaglie, le fu riconosciuto il diritto d’iscrizione all’albo, divenendo ufficialmente la prima avvocata italiana.

Una donna che per te ha fatto qualcosa di importante e che vorresti ringraziare oggi?

​​Senza ombra di dubbio la mia mamma! Mi ha cresciuta da sola, con tanti sacrifici, facendomi anche da padre. Fin dai tempi dell’università ho sempre cercato di ripagarla per tutti i suoi sacrifici, e oggi mi rende estremamente felice saperla orgogliosa di me.

 

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Cosa sognavi da bambina e quali consigli daresti alle prossime generazioni?

Da bambina sognavo di salvare gli animali abbandonati e di fare la veterinaria. Crescendo mi sono resa conto che non sarebbe stato un lavoro adatto a me e in parte ci ho rinunciato: oggi mi impegno comunque nel salvare animali in difficoltà e trovare loro una famiglia. Sono molto felice di aver studiato Economia, ho trovato il percorso di studi molto interessante e in linea con i miei interessi.
Alla prossima generazione di professioniste consiglio di seguire le proprie passioni e inseguire i propri sogni senza cadere nella trappola del pregiudizio. Non esistono professioni, sport, hobby riservati esclusivamente agli uomini (o alle donne).

Non fiori ma?

​​​​​​​Rispetto, tutto l’anno.