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Patrizia Rudilosso: "Le persone rappresentano l’autentico plusvalore di ogni organizzazione"

 

​​​Attenzione al valore delle persone e al loro benessere psicofisico, perché le persone rappresentano l’autentico plusvalore di ogni organizzazione. Le Risorse Umane curano lo sviluppo e la formazione dei dipendenti e toccano aspetti legati alla motivazione, all’identità e alla comunicazione. Ce ne parla la Responsabile Patrizia Rudilosso

 

Dottoressa Rudilosso, come Responsabile delle Risorse Umane ha a che fare con il talento ogni giorno. Chi sono, a suo giudizio, i talenti di oggi?

Sono le persone che desiderano superare i propri limiti, che seguono i propri sogni con instancabile tenacia, sono coloro che non si accontentano e che perseguono il continuo miglioramento. Le aziende dovrebbero far crescere questo tipo di persone, valorizzarle investendo su di loro nel lungo periodo. Ritengo infatti che il compito che abbiamo sia sviluppare i talenti, permettere loro di accrescere le proprie competenze e di acquisirne di nuove e mai, mai, deludere la loro motivazione. Al contempo, tuttavia, salvaguardando e curando coloro, più numerosi, che possono vantare il valore dell’esperienza, della comprensione del senso etico della propria attività, della responsabilità di ciò che si fa. Doti che un giovane, per quanto talentuoso, spesso non è ancora in grado di esprimere.


Quando si parla di lavoro è inevitabile il rimando all’errore. Secondo lei che ruolo gioca nella formazione lo sbagliare?

È importante fare esperienza di errori per non ripeterli ed imparare da essi i giusti comportamenti. Tuttavia, c’è un tipo di “fallimento” nei confronti del quale non possiamo che essere intolleranti e riguarda il mancato rispetto dei valori aziendali. Etica e rispetto, competenza e merito, innovazione ed eccellenza, internazionalizzazione e multiculturalità, diritti e sostenibilità, correttezza e lealtà, non sono semplici indicazioni, ma valori che devono essere agiti da ogni dipendente. Chi non li rispetta rappresenta un fallimento – aziendale, individuale – verso il quale dimostrarsi intransigenti.

 

 

Altro tema chiave è la diversità, declinata in vari aspetti: cognitiva, culturale, etnica, ideologica. Il tutto calato nell’ambito professionale che è punto di incontro di queste dinamiche. Cosa ne pensa e quale ruolo strategico giocano le Risorse Umane?

La diversità è una ricchezza e la contaminazione tra culture diverse – e quindi abitudini, approcci, esperienze, formazione – apporta un plusvalore e, infatti, l’internazionalità e la multiculturalità sono due dei dieci valori riportati nella Carta dei Valori del Gruppo Leonardo. In particolare, per quanto riguarda la nostra Società, la distribuzione delle persone su tutto il territorio nazionale e la provenienza di tanti di noi da esperienze e culture aziendali tanto diverse (in LGS è rappresentata la summa delle Aziende e delle Divisioni del Gruppo) ha comportato e comporta la sfida di definire per LGS, partendo da tale ricchezza di approcci e punti di vista, una propria cultura aziendale, un “modello LGS” in quanto realtà sociale e organizzativa unica, con propri linguaggi e codici, norme e valori, che orientano i comportamenti. Le Risorse Umane hanno, in questo, il compito di (ri) produrre, diffondere, sviluppare, tale cultura in cui confluiscono le narrazioni dei singoli contesti.


Un messaggio da far arrivare ad ogni dipendente di LGS?

Essere promotori di cultura aziendale, orgogliosi di fare il proprio lavoro e di rappresentare, ognuno con la propria attività, una eccellenza italiana.